14 Settembre

Gissi sul DEF: un lungo elenco, con luci e ombre, e il rischio che rimanga una scatola vuota

“Un elenco di titoli abbastanza nutrito, non privo di interesse ma comunque piuttosto vago, che qua e là suscita anche qualche perplessità. Non si coglie tuttavia la dimensione reale dell’impegno economico che il Governo intende mettere in campo sulle diverse partite, in primis sul rinnovo dei contratti, cui non si fa proprio alcun cenno. Il rischio che il tutto rimanga una scatola vuota purtroppo non è da escludere”. Questo il giudizio di Maddalena Gissi, Segretaria generale della CISL Scuola, sulla nota di aggiornamento del DEF presentata dal Governo.

“Alcuni degli obiettivi dichiarati sono assolutamente condivisibili: più risorse all’istruzione, educazione inclusiva e di qualità, attenzione agli alunni con disabilità, valorizzazione del personale ATA, e potrei continuare. Ma il problema è capire quali azioni si metteranno in campo per raggiungere quegli obiettivi, sempre enunciati in tanti diversi programmi di governo. La legge di bilancio sarà per molti aspetti un passaggio fondamentale di verifica”.
Non mancano, come detto, le perplessità su alcuni punti specifici. “Si accenna ai trasferimenti dei docenti, su cui sarebbe necessario intervenire, si scrive, per favorire la continuità didattica. Siamo pronti a discuterne, ma voglio ricordare che si tratta di materia contrattuale", afferma Maddalena Gissi, che ha qualcosa da dire anche su un altro punto riguardante in modo specifico la scuola primaria: "La previsione di impiegare sulla primaria insegnanti di musica, inglese e educazione fisica, già contenuta nella legge 107, verrebbe ora rafforzata con l’ipotesi di creare addirittura nuove classi di concorso destinate a tale scopo. Una deriva pericolosa con discutibili effetti di secondarizzazione già in altre occasioni evidenziati nel dibattito sull’identità della scuola primaria e del profilo professionale di chi vi insegna. Quanto all’estensione del tempo pieno e del tempo prolungato, il richiamo all’effettiva esistenza delle condizioni è talmente pleonastico da assomigliare in realtà a una cautela preventiva contro facili ottimismi. Sull’alternanza scuola lavoro, non si assecondino letture ideologiche per fare in realtà un po’ di cassa. Guai a generalizzare, il rischio è di buttare via il bambino con l’acqua sporca. Non si ritrova nel capitolo istruzione, ma qualche preoccupazione ci deriva anche da quanto sta scritto in altra parte della nota di aggiornamento, riguardo all’attuazione della cosiddetta ‘autonomia differenziata’. La scuola entrerà in quella partita? E con quali prospettive? Noi restiamo affezionati a un sistema unitario e nazionale, che dia a tutti pari opportunità e garanzie”.
“Attendiamo – conclude la Gissi – qualche elemento in più di conoscenza, meglio ancora se questo avverrà in formali occasioni di confronto con le parti sociali. Già tante volte si è visto quanti danni possa fare la pretesa della politica di legiferare in modo autoreferenziale”.




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